Progetto Intercultura: un’esperienza di crescita

Antonella Silvestri: “Scuola e famiglia
per conoscere al meglio la cultura italiana”

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Community - Progetto Intercultura
Scritto da Marilina    lunedì 21 aprile 2008

Antonella Silvestri: “Scuola e famiglia
per conoscere al meglio la cultura italiana”

A settembre l’Italia sarà meta di circa 300 studenti provenienti da ogni angolo del mondo. E’ un progetto Intercultura , una associazione che permette a ragazzi dai 15 ai 17 anni di vivere un’esperienza unica nel suo genere: la possibilità di conoscere gli stili di vita e le abitudini di propri coetanei che però abitano dall’altra parte del globo terrestre. Non si tratta di un viaggio all’estero, magari in un hotel accompagnati da professori del proprio istituto di provenienza, ma di conoscere giorno dopo giorno (per un periodo totale di dieci mesi) la vita di uno studente italiano in tutti i suoi dettagli: i ragazzi che partecipano al progetto Intercultura infatti vengono integrati all’interno di una famiglia che ha accettato di ospitarli, e continuano i propri studi in una scuola italiana.
Tutto questo con un ostacolo in più: la totale ignoranza della lingua. Ma Antonella Silvestri, presidente del centro barese, ci tiene a precisare che questo non è un problema: “La capacità dei ragazzi di apprendere è incredibile, dopo solo un mese in Italia imparano la lingua, anzi in realtà cominciano a parlare barese”. E si tratta davvero di ragazzi di ogni parte del mondo: Cina, America, Argentina, Francia, solo per citarne alcuni. Un progetto affascinante ed impegnativo e per questo non lascia nulla al caso: i ragazzi che esprimono il desiderio di entrare a far parte di questa avventura compilano una serie di questionari nel quale viene chiesto loro di tutto, dal curriculum scolastico, agli hobby ed abitudini nel proprio paese. Lo stesso avviene per le famiglie che esprimono il desiderio di ospitare nella loro casa uno studente straniero. Tutto questo per far sì che il ragazzo venga ospitato in una famiglia con cui ha maggiori affinità, in modo da permettere una maggiore integrazione. 
La Puglia ha risposto al progetto confermando gli aspetti contradditori di questa regione che consiste nella ospitalità della gente e nella indifferenza (ed a volte diffidenza) delle scuole.
“Le famiglie pugliesi hanno risposto bene, per quanto riguarda Bari c’è stata un’impennata – spiega il presidente - Tre anni fa furono ospitati solamente due ragazzi per un anno ed un paio per sei mesi, quest’anno abbiamo avuto in totale 14 ospitalità. Speriamo di continuare su questa linea anche per il prossimo settembre. Le scuole invece sono purtroppo poco propense ad aiutarci in questa iniziativa, è veramente molto boicottata. Al Nord c’è una mentalità più aperta, qui alcune scuole la considerano una perdita di tempo, non permettendoci neanche di appendere le locandine nelle bacheche. C’è chi vuole conservare il proprio giro di viaggi all’estero. Ma non ha nulla a che vedere col vissuto che si ha con Intercultura. In altri casi abbiamo avuto una buona adesione da parte dei presidi ed una più fredda dai professori che lo considerano un lavoro faticoso, ma devo anche dire di aver incontrato docenti che hanno preso molto a cuore questa iniziativa”.
Un vero e proprio viaggio di formazione. Gli studenti che partecipano ad Intercultura raccontano di aver vissuto un’esperienza che gli ha resi più maturi ed indipendenti. Ed anche le famiglie ospitanti decidono di ripetere l’esperienza magari entrando a far parte della Onlus come volontari. Così com’è avvenuto per Antonella Silvestri, entrata a far parte di Intercultura aprendo la propria casa ad una studentessa francese. Un’esperienza talmente entusiasmante da farle decidere di avvalorare il progetto con il proprio contributo.

Maria Fabiano

www.intercultura.it




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