In occasione della Giornata Internazionale della
Donna dal 6 marzo al 3 aprile presso la Galleria SPAZIOSEI
Arte e Donna: un connubio ispiratore per tutti coloro che
nei secoli hanno individuato nella figura femminile una musa ispiratrice per la
loro opera. E sono anche tante le donne che hanno potuto e saputo esprimere, in
prima persona, il proprio talento artistico, superando pregiudizi ed ostacoli
sociali.
Sono questi gli spunti che, per il terzo anno consecutivo,
inducono la
galleria SPAZIOSEI a celebrare la Festa della Donna, non solo
per rendere omaggio alle donne, ma vuole essere anche un’occasione per
ripercorrere le tappe di una storia artistica in cui il ruolo della donna ha
subito forti trasformazioni.
Quindi, un percorso tutto al femminile nel corso del quale
si potranno ammirare le opere di quindiciartiste: CATERINA ARCURI, CRISTINA BARI, ELDA
DELL’ERBA, PAOLA DE GREGORIO, ELENA DIACO MAYER, ORIETTA FINEO, CATERINA
GERARDI, GIANNA MAGGIULLI, MARIA TERESA PADULA, ROSANNA PUCCIARELLI,
NUCCIA PULPO,
ROSEMARIE SANSONETTI, PAOLA
SCIALPI, ANNA MARIA
SUPPA, CLAUDIA VENUTO, provenienti da ogni parte
d’Italia, unite dalla medesima sensibilitàche ciraccontano, con linguaggi
differenti, cosa sia l'Arte al femminile.
In catalogo la poeta Antonietta LESTINGIscrive: «Che cosa fa di un’opera
d’arte la possibilità di un viaggio straordinario alla scoperta di un mondo
nuovo, dal paesaggio unico? Non il luogo di partenza, né la meta. Il viaggiatore, le
braccia abbronzate sui remi, le dita che scorrono sui muri quando peregrina tra
le case, le scarpe leggere mentre si avvia verso il sole ove i profumi hanno colore
dei papaveri e delle spighe e delle alghe gocciolanti prima che il cuore le
rituffi nell’acqua di mare, nella brezza che racconta di terre lontane, cerca
un varco tra le attese e la rassegnazione, per tracciare una strada, un’altra,
per andare. Oppure pausando su pacati sedili, perché anche la sosta è diario di
cammino se la si sceglie, o lasciando arrampicare l’anima fino in cima ad
assaporare il cielo e ad ubriacarsene persino e forse cadere di sotto e
perdersi nell’ombra, o abbandonandosi alla mano che conduce a immergere il viso
alla sorgente per incontrarsi sott’acqua senza peso, senza pesi, il viaggiatore
cammina sui cordoli in equilibrio sulla pienezza di vivere.
Con le sue Opere, l’artista traccia strade che per primo
percorre, tanto più agevoli per il fruitore e compiute per l’autore, quanto più
questi ha saputo superarne le asperità, così che ognuno possa penetrare in un
paesaggio magico, più reale della realtà, per mezzo di un veicolo
indispensabile: lo sguardo.
Lo sguardo, mediatore della nostra percezione fisiologica
del mondo in base a parametri come la distanza, la capacità di messa a fuoco e
di distinzione dei colori, amplificata dall’uso di strumenti quali gli occhiali
o il microscopio o il telescopio, si avvale di un elemento discriminatorio di
importanza fondamentale: il punto di vista. L’angolo visuale, infatti, attinge
all’immagine percepita dagli occhi, ma si intinge dell’immagine concepita dalla
mente per tingere di forma e colore la personale visione.
La dimensione artistica è la dimensione di un rapporto
privilegiato dell’uomo, o della donna, con il mondo; e il rapporto, che
matematicamente si esprime con l’operazione della divisione, diventa,
nell’espressione artistica, condivisione. ARTEDONNA offre all’espressione
artistica di genere uno spazio, quello di SPAZIOSEI, semanticamente
riconducibile, con quel SEI, oltre che ad una collocazione civica urbana, anche
al riconoscimento “indicato” dal presente del verbo essere, di condivisione di
una prospettiva, quella femminile, che porta catene di secoli come trecce
intorno al capo.
E’ raro incontrare nomi di artiste nei libri di Storia
dell’Arte: le donne, da sempre relegate in ruoli che tradizionalmente non
lasciano tracce, da poco hanno recuperato visibilità come soggetto, e non più
oggetto, delle arti figurative. Le eccezioni, confermano.
Le artiste aprono stanze in cui hanno messo a nudo le loro
gemme, come vuole la
Primavera che avanza incurante degli argini, dal prudente
Inverno garantiti; aggiungono angoli visuali che inquadrano silenzi su un campo
di papaveri umiliati dalla pioggia, cicatrici che hanno storie da raccontare,
fianchi su cui svolazza l’estate, orizzonti portati a riva per compattare
manciate di sabbia e costruire castelli per bambini che andranno, a sera, lievi
incontro al sonno. Angoli visuali di cui non si sentiva la mancanza, perché non
può mancare ciò che non si conosce. Eppure, nulla può pagare il valore di un
mondo che si disvela, attraverso chiari sentieri nelle sere dolci di passi o
strade disseminate di chiodi e cubi d’alabastro tagliati a spigoli dolorosi.
Le Artiste ci donano, con le loro Opere, altrettante
possibilità di viaggio, spingendo…ogni
mattina/di gelsomino oltre il cancello/tutti rami che possono/abbigliati per il
giorno….di stelline pulite pulite/che s’accendono a sera al tocco/della luna
capaci di sfinirsi/profumando la notte.
A noi, le braccia abbronzate, le dita che leggono
superfici, le scarpe leggere, il profumo dei colori, è dato ascoltare il
racconto di terre lontane, le terre di Caterina Arcuri, Cristina Bari,Paola De Gregorio, Elda Dell’Erba, Elena
Diaco Mayer,Orietta Fineo, Caterina
Gerardi, Gianna Maggiulli, Maria Teresa Padula, Rosanna Pucciarelli,
Nuccia Pulpo,
Rosemarie Sansonetti, Paola
Scialpi, Anna Maria
Suppa, Claudia Venuto».
L’inaugurazione è per sabato 6 marzo 2010 alle ore 19.00.
La mostra resterà
aperta sino a sabato 3 aprile 2010.
Orario: tutti i
giorniore 17.30 - 20.30 (lunedì chiuso)